Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2017 alle 22:57

Cellulare alla guida: ritiro patente e multe fino a 1.200 euro. La legge entro fine anno

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ROMA – Multe salatissime e ritiro della patente per l’uso del cellulare durante la guida. La sanzione sarà da 161 a 647 euro e ci sarà anche il ritiro immediato della patente di guida da uno a tre mesi, oltre alla perdita di 10 punti. questo è quanto potrebbe accadere a chi viene beccato al volante mentre parla al cellulare, o peggio, manda messaggi su WhatsApp o scatta qualche selfie.

Come riporta: http://motori.ilmessaggero.it

Non solo. In caso di recidiva, nel corso di un biennio, la multa sale fino a 1.294 euro e la sanzione accessoria della sospensione della patente può arrivare a 6 mesi. A prevederlo è una norma ad hoc contenuta nel disegno di legge di riforma del codice della strada che potrebbe ricevere l’ok entro fine anno quale emendamento alla legge di bilancio.

Nel frattempo, il testo del ddl, che contiene diverse novità per guidatori e utenti della strada, licenziato dalla Commissione Trasporti di Montecitorio ed in attesa di ricevere i pareri delle altre commissioni, potrebbe ricevere a breve l’ok definitivo in sede legislativa, senza passare dall’aula.
Il sito studiocataldi.it ha interpellato l’onorevole Michele Meta (Pd), presidente della Commissione trasporti della Camera e relatore del testo.

Perché questo disegno di legge? Cosa si vuole ottenere? «Salvare vite umane: tutto qui. Mi viene in mente un tweet recente di Alex Zanardi, rivolto ai “guidatori con gli occhi sul telefono”, per richiamare tutti a un comportamento più responsabile. La tentazione di smanettare sul telefonino è forte e – dobbiamo prenderne atto – sta ormai prendendo piede; proprio per questo ho pensato, nei mesi scorsi, di intervenire a livello legislativo: un approccio un po’ duro – mi è stato contestato da molti – che però servisse a cambiare le abitudini, visto che noi italiani (così smartphone-dipendenti) non ce la facciamo da soli. Nel testo finale adottato dalla Commissione, ci sono varie misure importanti».

Una di queste è l’inasprimento delle sanzioni per chi guida col cellulare. Cosa si prevede e cosa cambierebbe rispetto ad oggi?
«Vengono modificati due commi (il 2 e il 3-bis) dell’articolo 173 del codice della strada. In estrema sintesi, da un lato viene aggiornata la lista dei dispositivi vietati alla guida (oggi si parla solo di cuffie sonore e apparecchi radiotelefonici), aggiungendo smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi; dall’altro si agisce sulle sanzioni, che vengono inasprite: vale per la sospensione della patente, per le multe e per la decurtazione dei punti. Nel ddl, ci sono anche diverse novità per i ciclisti».

Quali sono?
«Le principali novità mi sembrano le seguenti: è consentita la sosta dei ciclisti sui marciapiedi e nelle aree pedonali, in assenza di rastrelliere; è possibile la circolazione delle biciclette nelle preferenziali, dove sussistano idonee condizioni di sicurezza; viene introdotta una specifica segnaletica orizzontale per le bici agli incroci (il cosiddetto arresto avanzato); nelle zone con limite a 30 km/h il Comune può consentire alle biciclette di andare contromano, con una specifica ordinanza. Più in generale, ci tengo a ribadire che, se c’è un tema su cui questa legislatura ha dato buona prova di sé, è proprio la mobilità sostenibile: si pensi solo ai finanziamenti per le ciclovie nazionali, al riconoscimento dell’infortunio in itinere per chi va al lavoro in bici, alla riapertura di linee ferroviarie in disuso in chiave turistica. Il 14 novembre abbiamo approvato un’altra legge importante, che prevede un Piano generale della mobilità ciclistica, una qualificazione della rete ciclabile, un migliore coordinamento con le amministrazioni locali. Speriamo che il Senato la licenzi in tempi brevi».

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