Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2017 alle 18:44

Il Molleggiato e il “Padre Nostro”: “Dio mio, non lasciarci cadere…”

Adriano Celentano interviene sul dibattito sul “Padre Nostro” e di fatto prova a spiegare, a modo suo, quel “Non indurci” corretto dal Papa

Come riporta: http://www.ilgiornale.it

Pure Adriano Celentano rivisita il Padre NostroDopo i rilievi mossi dal Pontefice sulla traduzione, a suo dire, errata in italiano, di fatto il Molleggiato in un intervento sul Corrieredice la sua sulla preghiera che è alla base della religione cristiana: “La traduzione giusta è quella dei francesi: ‘Non lasciarci cadere nella tentazione’ che vorrebbe dire: ‘Gesù se sto per affondare Salvami'”.

E a questo punto Celentano entra nel merito del testo e di fatto mette in luce un nuovo aspetto nel rappoto tra fedele e Dio: “La verità è che Gesù, ancora una volta, fra le tante strade che portano a Dio ce ne indica un’altra che stiamo scoprendo solo 2.000 anni dopo”. E quale sarebbe questa nuova strada secondo Celentano? Il cantante di fatto rimette al centro il “non indurci” e prova a spiegarlo fotografando la condizione umana che quasi sempre è incline al peccato: “Non indurci rivolto a Dio, significa una cosa sola: ‘Signore, noi che per natura siamo indotti a peccare, a stuprare e a uccidere con ogni forma di violenza, FERMACI prima che anche l’Anima smarrisca la via…'”. Insomma quella frase che è stata interpretata da Celentano come una sorta di prova della libertà che lo stesso Dio concede all’uomo. La libertà di non cascare nella tentazione e di reagire. Ed è su questo punto che la sua analisi si fa ancora più profonda: “Quel Non indurci è solo una preghiera, forse la preghiera più importante detta con forza. ‘Tu Padre non ti opponi e ci lasci liberi, ma se noi te lo chiediamo e tu puoi farlo, non lasciarci cadere nella tentazione, non indurci in tentazione'”. Insomma alla fine della sua riflessione Celentano salva il testo originale e lo dipinge come una richiesta di “aiuto” da parte di chi crede in Dio. La richiesta di una mano tesa dall’alto che possa cambiare il corso naturale dell’umana natura. Troppo spesso sedotta dalla tentazione.

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