Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2017 alle 9:23

E l’elemosina finanzia il racket dei clandestini

Non sempre far l’elemosina è una buona azione. Anzi. Chi è più accorto lo sapeva già, ma ora è ancor più chiaro

Come riporta:http://www.ilgiornale.it

Non sempre far l’elemosina è una buona azione. Anzi. Chi è più accorto lo sapeva già, ma ora è ancor più chiaro dopo aver letto il bel servizio pubblicato ieri da Repubblica e che tira le fila di una serie di articoli già usciti: «Nel racket dell’elemosina duecento giovani nigeriani divisi per strade e turni».

Un accurato resoconto di una laboriosa indagine della polizia locale e ora finita sul tavolo del comando di Piazza Beccaria. All’interno il risultato di mesi di appostamenti che documentano con fotografie e mappe divise zona per zona l’attività illecita di una nutrita pattuglia di questuanti la cui attività è controllata e diretta da un racket che trae evidentemente profitto dalla generosità di chi si lascia intenerire dalle richieste di baldi giovani col cappello in mano. Il cappello, appunto, è stato uno degli elementi che ha messo gli investigatori sulle tracce dei professionisti della questua. Perché oltre a essere tutti di colore e di provenienza probabilmente nigeriana, i pedinati utilizzano berretti da baseball molto simili tra loro. E molto simili risultano essere anche le tristi vicende di vita che ripetono sempre uguali a chi si lascia avvicinare e consente loro di raccontarle. Ma dalle indagini dei solerti «ghisa» risulta che alcuni abbiano un permesso di soggiorno di lunga durata, ma pochi per ragioni umanitarie, visto che in Nigeria non ci sono né guerra né carestie e parecchi abbiano carta d’identità italiana e contratti d’affitto regolarmente intestati. Per loro turni regolari dalle 7 alle 14 e nel pomeriggio addirittura un secondo lavoro, come dei qualsiasi impiegati. Il motivo? Molto semplice se, in una giornata approfittando del cuore in mano dei milanesi, il loro bottino arriva a 50, ma anche a 70 euro. Da consegnare ovviamente al racket in cambio di una percentuale. O, è il sospetto più terribile degli investigatori, per ripagare il viaggio per arrivare in Italia.

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