Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2018 alle 22:09

Il monito di Mattarella: “No a interessi di parte”

Mattarella: “Non mancano difficoltà nel nostro cammino. Tuttavia, dove c’è il senso di un destino da condividere, dove si riesce ancora a distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte, il Paese può andare incontro con fiducia al proprio domani”

“Non mancano difficoltà nel nostro cammino. Tuttavia, dove c’è il senso di un destino da condividere, dove si riesce ancora a distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte, il Paese può andare incontro con fiducia al proprio domani”.

Con queste battute incoraggianti, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella conclude il suo discorso in occasione della cerimonia per la Festa del Lavoro che si è svolta al Quirinale alla presenza, tra gli altri, del presidente della Camera Roberto Fico e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Mattarella non ha fatto cenno allo stallo che si trascina da oltre 50 giorni dopo le elezioni del 4 marzo, ma ha preferito concentrarsi sul tema dell’occupazione. “La crescita del lavoro e la sua qualità restano necessariamente centrali per ogni strategia di governo”, ha detto il capo dello Stato, ricordando come il lavoro sia la “priorità” avvertita dalla stragrande maggioranza dei nostri concittadini.

“Le istituzioni – ha ribadito il presidente Mattarella – sono chiamate a fare la loro parte”. In particolare con “politiche adeguate e lungimiranti”, inclusa una maggiore protezione sociale per i precari. Un riconoscimento è stato attribuito a quanto fin qui fatto: “Dobbiamo trarre forza dai traguardi parziali raggiunti a partire dall’espansione dei livelli occupazionali che è proseguita anche nei primi mesi del 2018”. Ma il presidente elenca tre priorità rimaste inevase: la disoccupazione giovanile,delle donne e le “proporzioni inaccettabili” della disoccupazione al Sud. L’inquilino del Quirinale ha poi ricordato come l’occupazione non dipenda soltanto dalle scelte dello Stato e dell’autorità pubblica, ma sia la “risultante di spinte economiche e sociali molteplici” per cui riveste un’importanza strategica il coraggio di intraprendere e di investire. Dopo aver segnalato che il Primo Maggio è la “festa della nostra democrazia”, Mattarella ha fatto un richiamo esplicito alla Costituzione che sollecita “a superare gli ostacoli che si frappongono a una piena affermazione del diritto al lavoro, a un buon lavoro”.

Il lavoro sta cambiando – è il ragionamento del Colle – il che ci impone di “essere all’altezza di una nuova domanda di sviluppo e di giustizia”. Il capo dello Stato ha consegnato due Stelle al Merito “alla memoria” di Giovanni Castelletti – dipendente della Società Cooperativa Agricola – Cantina Sociale di Castelnuovo del Garda, morto a seguito di un incidente nel 2012 – e di Luigi Albertelli, guardia giurata della Società IVRI SpA, deceduto a seguito di un incidente occorso nel 2015. E proprio ai morti sul lavoro Mattarella ha voluto dedicare il cuore del suo intervento in cui ha sottolineato la preoccupazione per la “sequenza continua” degli incidenti e ha espresso vicinanza alle vittime e ai loro familiari, in particolare i vigili del fuoco di Catania e i lavoratori di Crotone, Treviglio, Livorno. Contro le morti bianche il presidente della Repubblica ha chiesto maggiore prevenzione degli incidenti attraverso investimenti sulla sicurezza e controlli efficaci, non soltanto “formali”.

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